
Ormai qualche
viaggetto sulla A4 e sulla A23 col sistema
"Safety Tutor" attivato me lo sono fatto, così come qualche opinione sul presidio riduci-velocità in sé, in generale tutt'altro che positiva. Non sono uno di quelli che corrono – i miei passeggeri riescono a rilassarsi sino a quasi poltrire – ed ormai guido praticamente con la levetta del
cruise control, rispettando rigorosamente i limiti (massimi) prefissati nei vari paesi in cui mi trovo.
Tuttavia, e benché
i tutor stiano riscuotendo i (più che prevedibili..!) successi, continuo a non ritenerli una soluzione
giusta. Mi
puzzano ancora troppo di rete a strascico per fare cassa, che solo secondariamente – e sarebbe impossibile il contrario.. – provocano un beneficio. Due sono, a mio avviso, le caratterische che non depongono a favore di una bontà
morale dei Tutor:
- La punizione è automatica ma è successiva alla situazione, di pericolo, che l'ha provocata: se davvero interessasse la Sicurezza (..) sarebbero stati previsti dei posti di blocco per pizzicare tutti coloro che superino in misura consistente i limiti di velocità. Posti di blocco che non ho visto e che invece sarebbero più funzionali e funzionanti grazie all'istituzione dei Tutor.
- La spesa per i sistemi di rilevamento posizionati in modo sfasato rispetto ai caselli non è detto che sia giustificata dalla semplice idea che si possa recuperare i Km/h in più medi con qualche pausa all'Autogrill.. Cercando online degli studi sull'argomento non ho trovato nulla, mentre appare più verosimile, empiricamente, la situazione in cui chi esagera lo fa non per emozionarsi con la velocità bensì perché lo reputa necessario (magari per questioni di lavoro).
Insomma.. forse sarebbe stato sufficiente un sovrapprezzo (
galattico) sul ticket autostradale (ed, ovviamente, una serie di leggi
ad hoc per giustificare questo stravolgimento delle resposabilità e dei poteri) e..
..ci sarebbero stati più soldi per finanziare posti di blocco,
eventualmente pure
all'uscita dall'autoporto..